I titoli a nove colonne si sprecano e non poteva andare diversamente. La stampa italiana si divide sul successo delle elezioni di Silvio Berlusconi, per la terza volta alla guida del paese. Vi proponiamo i principali titoli.
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Neanche il tempo di digerire la sconfitta che subito la Sinistra ricomincia a litigare. Alla notizia delle dimissioni di Boselli (leader dei Socialisti) e Bertinotti (segretario della Sinistra Arcobaleno), Flavia D’Agneli, candidata premier di Sinistra Critica, ha violentemente attaccato l’ex presidente della Camera: “Per dirla con una battuta, dove non era riuscito Occhetto è riuscito Bertinotti e quindici anni di storia di Rifondazione e della sinistra antagonista sono stati buttati al macero“.
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Ci sarebbe stata, secondo il responsabile comunicazioni Pd Ermete Realacci, una diversità di trattamento ieri a Matrix, nel duello a distanza, tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi sulle interruzioni pubblicitarie.
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L’intervista a Walter Veltroni ieri sera a Matrix (dalle 21:20 alle 22:12) ha fatto segnare una media del 21.2% di share con 5 milioni 516 mila telespettatori. L’intervista a Silvio Berlusconi (dalle 22:13 alle 23:08, quando è finito il programma) ha registrato invece il 27.6% di share con 6 milioni 118 mila spettatori.
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Altro che par condicio! Il capogruppo del Partito Democratico in commissione di Vigilanza Fabrizio Morri ha deciso di presentare un esposto all’Agcom affinchè venga accertato se nella puntata di Matrix in cui sono stati ospiti Walter Veltroni e Silvio Berlusconi ci siano state violazioni dell’obbligo di parità di trattamento e del rispetto della legge sulla par condicio.
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Due round da 45 minuti ciascuno. Su Canale 5, a Matrix, si chiude la campagna elettorale.
Non si può dire che sia stato un confronto vero e proprio. Walter Veltroni prima, e Silvio Berlusconi dopo, non si incrociano nemmeno: Veltroni, esce da una parte mentre, il Cavaliere entra dall’altra.
Veltroni racconta il suo “amore per la politica” e sostiene che “chi fa politica non può dire che è stanco, perchè se guidare un paese è una missione civile bisogna avere entusiasmo“. Continua affermando che “la partita è più che aperta” e che Berlusconi resta “il principale esponente dello schieramento avversario“, ma continua a non chiamarlo per nome e cognome.
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Berlusconi non ci sta e attacca la ’scorrettezza’ della sinistra, Rutelli e Veltroni in primis. “I campioni dello sport non dovrebbero schierarsi mai politicamente - ha detto il candidato premier del Pdl - perchè devono puntare ad avere la simpatia di tutti“. Continua »
Comunque vada, Walter Veltroni resterà alla guida del Partito Democratico. A confermarlo è lo stesso candidato premier che a Radio Anch’io assicura: “Sono convinto che avremo un grandissimo successo elettorale ma se questo non avverrà non lascerò il partito. Io sono segretario dalla fine di ottobre - ha ricordato Veltroni - in pratica ho cominciato a guidarlo quattro mesi fa, e in questo periodo abbiamo fatto un lavoro gigantesco“. Continua »
“Quando uno non ci sta con la testa non ci sta…“.
Berlusconi si scaglia contro Francesco Totti, capitano della Roma, per la sua scelta di appoggiare la candidatura di Rutelli a sindaco di Roma.
Quando un militante ha ricordato al Cavaliere il manifesto del giocatore giallorosso a sostegno dell’ex ministro dei Beni Culturali, il leader Pdl ha sbottato: “Beh! E’ un bel furbo… così avrà tutta l’antipatia degli altri. Quando uno non ci sta con la testa non ci sta“.
“Trovo scandaloso che io debba andare in onda a mezzanotte mentre Berlusconi e Veltroni avranno la possibilità di fare campagna elettorale in prima serata“. Comincia così l’attacco di Casini a Mentana. Durante la trasmissione Matrix di ieri, infatti, il leader dell’Udc ha avuto da ridire sul differente trattamento riservato da Canale 5 al suo schieramento rispetto a quello garantito ai due leader più gettonati. “Veltrusconi“, ha ironizzato Casini, “ha già cominciato il suo lavoro“.
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