Due round da 45 minuti ciascuno. Su Canale 5, a Matrix, si chiude la campagna elettorale.
Non si può dire che sia stato un confronto vero e proprio. Walter Veltroni prima, e Silvio Berlusconi dopo, non si incrociano nemmeno: Veltroni, esce da una parte mentre, il Cavaliere entra dall’altra.
Veltroni racconta il suo “amore per la politica” e sostiene che “chi fa politica non può dire che è stanco, perchè se guidare un paese è una missione civile bisogna avere entusiasmo“. Continua affermando che “la partita è più che aperta” e che Berlusconi resta “il principale esponente dello schieramento avversario“, ma continua a non chiamarlo per nome e cognome.
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“Quando uno non ci sta con la testa non ci sta…“.
Berlusconi si scaglia contro Francesco Totti, capitano della Roma, per la sua scelta di appoggiare la candidatura di Rutelli a sindaco di Roma.
Quando un militante ha ricordato al Cavaliere il manifesto del giocatore giallorosso a sostegno dell’ex ministro dei Beni Culturali, il leader Pdl ha sbottato: “Beh! E’ un bel furbo… così avrà tutta l’antipatia degli altri. Quando uno non ci sta con la testa non ci sta“.
Silvio Berlusconi rilancia e promette “il mese della libertà“, ovvero 30 giorni senza nessuna tassa da pagare.
L’idea è nata con lo scopo di “fare un regalo agli italiani dopo tutto quello che hanno subito con Prodi”.
L’annuncio è arrivato sulle colonne del ‘Giornale’.
Il candidato premier del Pdl si dice anche certo della vittoria “al 100 per cento“, parla della possibilità di risanare Alitalia con un azionariato diffuso, oltre che con l’intervento di grandi imprenditori, e conferma che, una volta premier, si stabilirà a Napoli “almeno tre giorni a settimana, finché l’emergenza non sarà finita“. Continua »
Berlusconi torna a far polemica: “I pubblici ministeri dovrebbero essere sottoposti periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale“. Un’idea non nuova che ha però scatenato un putiferio nel centrosinistra. Il primo ad insorgere è il presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi (Sa), che definisce “inquietanti” le affermazioni sulla giustizia del leader del Pdl. Continua »
Il leader del Carroccio Umberto Bossi non ha dubbi: “Berlusconi non dovrebbe rifiutare il confronto con Veltroni. Il Cavaliere nella sfida vincerebbe a mani basse: è più simpatico e quando va in televisione scherza e non parla di politica“.
In un’intervista al Corriere della Sera, il senatùr aggiunge: “Il Cavaliere vince perchè alla gente piace la gente simpatica che scherza“. Secondo Bossi in questa campagna elettorale il leader del Pdl sta andando “bene anche se certe volte sta un pò troppo attento alla forma, al colore della cravatta” mentre “in Europa serve gente come me e Tremonti che sa battere i pugni“.
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