Il futuro premier Silvio Berlusconi ha confermato l’intenzione di chiamare il presidente francese Nicolas Sarkozy per discutere assieme a lui delle possibilità di far rientrare nella corsa all’acquisto di Alitalia anche Air France. “Se si dovesse ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due altre compagnie (Air France e Klm, ndr) questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere una volta che avrò l’incarico e che sarò a Palazzo Chigi anche con il presidente francese Nicolas Sarkozy“, ha dichiarato Berlusconi.
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Altro che cordata italiana, altro che interessamento della Lufthansa: per l’Alitalia “non c’è altro oltre ad Air France“. A dirlo è il ministro delle Politiche Europee e Commercio Internazionale, Emma Bonino. “Non vedo altro. Mi auguro un po’ di buon senso da parte dei sindacati“, ha aggiunto il ministro. “Spero si arrivi a un buon punto, non ne vedo altri oltre Air France. Spero che il sindacato diventi più ragionevole - ha detto a margine di un convegno - si è aperto un dibattito utile al loro interno, mi auguro venga a tutti un pò di senso della realtà“.
Il segretario generale della Cisl ne è sicuro: Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France, “tornerà, non l’abbiamo fatto scappare noi, si è trovato di fronte a una campagna elettorale dove tutti hanno fatto di tutto per strumentalizzare la questione Alitalia“. Continua »
Sul futuro di Alitalia, Massimo D’Alema non vede alternative ad una trattativa con Air France che auspica possa riaprirsi il prima possibile.
D’Alema, giunto a Napoli su un treno ad alta velocità accompagnato dall’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha raccontato così la sua opinione sul caso Alitalia: “Dipende dai sindacati ma io spero che le trattative con i francesi possano ripartire perchè allo stato degli atti non vedo alternative. Sento i comizi di Berlusconi, ma con i comizi non si salvano le spa“.
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Air France ha abbandonato il tavolo delle trattative per l’acquisto dell’Alitalia. La scelta è stata motivata così dal numero uno della compagnia Jean Cyril Spinetta, rimasto contrariato dalle richieste dei sindacati: “Questa proposta non è accettabile perchè non rientra nel mio mandato. Quindi finisce qui“, ha concluso alzandosi dal tavolo e andando via assieme al suo staff. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. “L’attacco che Padoa-Schioppa ha portato oggi, a conclusione della sua audizione sull’Alitalia, ai professionisti della politica che cercano di piegare anche le leggi dell’economia al loro volere non può che essere una qualche forma di autocritica pensando a come si è comportato e si sta comportando il governo Prodi“. Continua »
Antonio Di Pietro proprio non ci crede. “La cordata italiana per l’acquisto di Alitalia è un reale bluff“, ha detto oggi, a Treviso il ministro per le infrastrutture. “Alitalia è una società decotta e in deficit da molto tempo per la quale o si portano i libri in tribunale, oppure si riesce a trovare un piano industriale e un acquirente credibile con un piano imprenditoriale, un piano finanziario ed un management adeguato“, ha continuato il leader Idv.
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“Rai3? Mi fa avvelenare”
Berlusconi è il ritratto della felicità: “Gli ultimi sondaggi di ieri ci danno in vantaggio dell’8%“, ha detto il candidato premier del Pdl al Forum di Confagricoltura in corso a Taormina.
Il Cavaliere ha parlato anche della tv ‘nemica’, quella RaiTre da sempre ‘ostile’ alla sua politica: “Non faccio distinzioni per le televisioni, normalmente guardo Raitre così mi arrabbio e divento più pugnace“, ha sferzato Berlusconi. “Mi viene in mente in questo momento - ha aggiunto rivolgendosi alla platea di Confagricoltura - un personaggio televisivo che ha un modo di dire che è il seguente: “Tu mi dici quello che io devo fare e io lo faccio” (Pino La Lavatrice nella trasmissione Colorado Caffè, ndr)”.
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180 milioni di euro. Erano queste le casse di Alitalia al 29 febbraio. Pochi spicci per una compagnia che fa acqua da tutte le parti. Per fortuna che è arrivata una boccata d’ossigeno per 148 milioni. L’iniezione di liquidità è dovuta ad un rimborso fiscale e alla dismissione di tutte le azioni detenute in Air France-Klm.
La criticità finanziaria resta, comunque, ed è davvero seria. Non così seria, però, per il consiglio di amministrazione della società che ha deciso di sospendere la richiesta di un prestito ponte al Tesoro. La strategia è stata dettata in vista del termine del 31 marzo, indicato dal contratto fra Air France-Klm e Alitalia per il raggiungimento di un accordo con i sindacati sulla vendita della compagnia.
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