Starbucks, caffè molto amaro
Non bastava la concorrenza lanciata da McDonald’s che ora nei suoi negozi si è messo a vendere il caffè (presto apriranno in America addirittura dei McCafè), per Starbucks ora c’è anche un’accusa di comportamento antisindacale nei confronti dei propri dipendenti.
Pare, infatti, che la discriminante principale per essere assunti nell’azienda sia quella di non appartenere ad un sindacato. E’ questa l’indiscrezione emersa in questi giorni sull’Industrial Workers of the World dopo che il Wall Street Journal aveva intercettato e pubblicato uno scambio di e-mail fra i manager dell’azienda.
C’è di peggio: pare, infatti, che la Starbucks abbia investito un budget per investigare sui propri dipendenti con successivi licenziamenti (tre, per la precisione) con una motivazione pazzesca: ’siete degli attivisti sindacali’. Manco a dirlo, è scoppiata la rivolta.
Ricordiamo che l’azienda di caffetterie più famosa d’America è entrata in una crisi nera a livello di strategie e risultati che ha portato al licenziamento dell’amministratore delegato Jim Donald. Al suo posto è tornato il presidente Howard Schultz.
L'articolo è stato pubblicato Giovedì, 17 Gennaio 2008 alle 13:19 in economia.
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