Silvio Berlusconi è stato assolto dall’accusa di falso in bilancio nella vicenda Sme. La motivazione? Il fatto non è più previsto dalla legge come reato (l’emendamento fu proposto dall’allora governo di centrodestra).
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“Le dimissioni del primo ministro italiano Romano Prodi a seguito del voto di sfiducia in Senato non avranno un impatto immediato sui rating sovrani dell’Italia (A+/stabile/A-1+) o sulle prospettive del credito”. Con questa nota divulgata in mattinata l’agenzia di Londra S&P ha ‘tranquillizzato’ l’Italia sulle possibili conseguenze a breve termine della crisi politica nella quale è piombata da ieri sera. “Abbiamo già in passato sottolineato che la debolezza delle coalizioni di governo in Italia, con i piccoli partiti in grado di modificare gli equilibri di potere, impediscono di realizzare decise riforme fiscali e di bilancio. E questo vale indipendentemente dai partiti politici che formano il governo. Per questo abbiamo abbassato il rating di lungo termine ad A+ da AA- nell’ottobre del 2006″, sottolinea S&P.
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Non bastava la concorrenza lanciata da McDonald’s che ora nei suoi negozi si è messo a vendere il caffè (presto apriranno in America addirittura dei McCafè), per Starbucks ora c’è anche un’accusa di comportamento antisindacale nei confronti dei propri dipendenti.
Pare, infatti, che la discriminante principale per essere assunti nell’azienda sia quella di non appartenere ad un sindacato. E’ questa l’indiscrezione emersa in questi giorni sull’Industrial Workers of the World dopo che il Wall Street Journal aveva intercettato e pubblicato uno scambio di e-mail fra i manager dell’azienda.
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L’immagine che ci proietta l’Istat è fredda ma crudele: 1 italiano su 7 (UNO su SETTE) non arriva a fine mese. Secondo una ricerca pubblicata oggi, il 50% dei nuclei vive con una media di 1.872 euro al mese, cioè 22.460 euro l’anno. Il 14,6% dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Il 28,4 per cento di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 600 euro. Una situazione insostenibile, non più tollerabile. I redditi più bassi si registrano tra gli anziani, nelle famiglie con tre bambini piccoli, al sud e tra i lavoratori autonomi.
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